Testo e Ipertesto
Linee e rami possono essere metafore molto calzanti per capire
come funzionano, rispettivamente, testo e ipertesto. La scrittura procede in
modo continuo e piano, una riga dopo l'altra, un'argomentazione seguita da una
conclusione. Il pensiero narrativo, ovvero il racconto di un evento, l'analisi
di un tema o di un concetto si muove, passo dopo passo, fino a raggiungere una
qualche conclusione che ha avuto origine nelle premesse. Se si pensa al romanzo,
al pezzo giornalistico o al saggio scientifico si ritrova sempre la medesima
organizzazione di contenuti: un capo, un corpo centrale e una coda (leggi: conclusione).
Le tecniche per mettere insieme gli anelli di questa catena sono state teorizzate
e messe in pratica nelle forme più diverse, ma la linea che conduce "dall'inizio
alla fine" ha sempre la forma di una retta che congiunge due punti distinti.
La storia della letteratura ha visto numerosi esempi e tentativi di superare,
almeno dal punto di vista stilistico e contenutistico, lo schema rigido della
narrazione tradizionale. Il secolo che abbiamo lasciato alle spalle ci ha offerto
in eredità scrittori come James Joyce
e Virginia Woolf che hanno sperimentato la
tecnica del flusso di coscienza, per dare spazio alla libera espressione del personaggio,
portandolo il più lontano possibile dalla rigidità
delle "gabbie" narrative.
Quello che non è stato possibile fare, almeno fino alla nascita dei
supporti digitali, era mettere in relazione diretta porzioni di testo posizionate
fisicamente in punti diversi. Con i collegamenti ipertestuali - i cosiddetti
link - l'informatica ha dato un altro contributo prezioso allo sviluppo della
conoscenza, forse il più grande di tutti. I collegamenti (link) mettono
in moto la curiosità e il desiderio di scoperta, allargano i nostri orizzonti
di sapere guidando i nostri ragionamenti da un punto all'altro della conoscenza
con la massima semplicità. L'ipertesto - il testo con i collegamenti
- si descrive spesso con l'immagine di un albero con tanti rami. Questa metafora,
per quanto chiarificatrice, è anche un po' limitante. L'albero dei collegamenti,
almeno in Internet, non ha confini come gli alberi fisici. Le relazioni fra
concetti, parole, immagini e suoni si estendono verso l'infinito, almeno in
potenza. In ogni caso, l'albero e i suoi rami aiutano a capire come l'organizzazione
della conoscenza sia cambiata in modo radicale e irreversibile con la nascita
dell'ipertesto.
Strutturare le informazioni nella forma di continui rimandi ad altre informazioni,
produce un percorso cognitivo del tutto diverso da quello della narrazione tradizionale
- es. il romanzo o il giornale cartaceo. I collegamenti ipertestuali generano
un percorso di conoscenza che è sempre in movimento. Forse, sono proprio
questo "saltare" da un punto all'altro e la mancanza di ancore fisse
i segni di riconoscimento dell'ipertesto. Una conoscenza che si sposta di continuo,
d'altra parte, è anche caratterizzata in modo molto forte dalla difficoltà
di fermarsi e di approfondire un singolo settore del sapere. Navigare sulle
onde della Rete è sì una continua scoperta, un'avventura senza
approdi nè confini, ma è anche immergersi in un "non luogo"
che spesso porta lontanissimo dai propri obiettivi di analisi o di approfondimento.
La scrittura narrazione/linea prende le vesti di ipertesto/albero, ma non la
sostituisce per nulla nelle sue modalità di "trasporto" di
informazioni e di conoscenza. Con questo, intendo dire che le due diverse forme
di organizzazione del sapere non si sostituiscono una all'altra, perchè
fra loro non c'è rapporto di superiorità ma solo di complementarietà.
La narrazione tradizionale dei testi scritti è e sarà sempre il
modo migliore per concentrarsi su un tema, per analizzarlo e per riflettere
su tutte le sue parti. L'ipertesto, d'altra parte, integra e moltiplica le possibilità
espressive di un testo e lo fa in "larghezza", piuttosto che in profondità.
Il viaggio alla continua scoperta di collegamenti e relazioni tra le cose porta
una gran quantità di energia ai nostri pensieri ma, senza riflessione
e tempo per maturare, le conoscenze si disperdono nell'aria come aliti di vento.
di Linda Scotti
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