La forma visiva del testo
Roma, 21-02-1997 - Mediamente
intervista Fausto Colombo
- La forma grafica di un testo è molto significativa ai fini del messaggio
che il testo stesso deve trasmettere (1) .
- Questo aspetto della comunicazione scritta è particolarmente rilevante
nel caso di Internet: una rete con la quale si comunica utilizzando sempre
il monitor del computer (2) .
- Uno degli strumenti di cui si serve la comunicazione in rete è quello degli
"smiles" (3) .
- La novità che caratterizza la comunicazione su Internet è proprio la necessità
di tradurre qualsiasi messaggio e ogni sua connotazione nella linearità della
scrittura (4) .
- Il rischio che i nuovi media sommergano il fruitore e lo rendano incapace
di memorizzare le notizie ricevute non è effettivo; da sempre l'uomo sa selezionare
cosa ricordare delle sue attività e cosa, invece, tralasciare (5)
.
- La realtà virtuale non rappresenta una possibilità di arricchimento della
forma scritta di un testo ma piuttosto della percezione del mondo (6)
.
- Forme di integrazione tra testo scritto e immagini o suoni esistono già
dalla fine dell'ottocento e sono oggi arricchite dalle possibilità offerte
dai nuovi media. Il testo scritto, in questi casi, si integra ad altri codici
ma non perde affatto la sua autonomia (7) .
INTERVISTA:
Domanda 1
Nel suo ultimo libro
Lei si è occupato del ruolo e dell'aspetto visivo di
un testo nel trasmettere il contenuto del testo stesso. Una serie di convenzioni
sociali permettono quindi di cogliere il significato di una forma visiva assunta
dal testo. Vuole farci degli esempi che possano aiutare chi ci segue da casa
che cosa significa tutto questo?
Risposta
L'esempio più tipico di distinzione di grafica fra due tipi di testi è quello
fra poesia e prosa. Noi, istintivamente, distinguiamo tra un testo poetico
e un testo prosastico, perché il testo poetico ha una forma grafica particolare.
Non solo, ma all'interno di un testo a stampa, per esempio, come fanno i futuristi,
è possibile sottolineare la forza di una parola, il tono di una parola attraverso
la grafica usando, per esempio, le lettere maiuscole piuttosto che uno stile.
Domanda 2
Rispetto alla comunicazione su Internet, esiste già questo riconoscimento
di una serie di convenzioni legate alla forma visiva di un testo? La comunità
dei navigatori le ha già individuate?
Risposta
Internet, proprio per il suo formato legato al monitor e quindi alla schermata,
si è abituata ben presto ad usare un riconoscimento grafico particolare. Tutta
la comunicazione via computer ha la necessità di configurarsi come pertinente
rispetto alla logica dello schermo. Deve essere tutta nello schermo, codificata
nello schermo, e questo formato si può espandere anche alle riviste che si
occupano di Internet, le quali spesso riproducono il formato dello schermo,
del monitor all'interno della propria pagina.
Domanda 3
Una forma grafica di cui ci si serve poi per arricchire di informazioni la
comunicazione su Internet, è quella degli "smiles", per esempio.
Cosa sono e come si usano?
Risposta
Per quanto sia difficile parlare degli "smiles", sono delle faccine
che vengono create attraverso alcuni tasti della tastiera del computer e che
si leggono inclinando la testa. Sono faccine che ridono, faccine che piangono,
faccine con gli occhiali. Sono un po' il sostituto del tono della voce, servono
ad indicare l'ironia con cui si scrive una certa cosa, piuttosto che l'ilarità,
piuttosto, anche, che la sofferenza e sono la parte orale della comunicazione
tradotta in piccole icone, in piccole immagini.
Domanda 4
Ma allora questo significa che il modo di comunicare sulla rete si sta caratterizzando
secondo i modelli espressivi tradizionali? C'è qualche cosa di nuovo su Internet
nel comunicare?
Risposta
C'è molto di nuovo su Internet: gli "smiles" sono stati inventati
su Internet e questo dimostra che all'interno di un'ottica sempre tradizionale,
perché ogni tipo di comunicazione ha poi obiettivi comuni, c'è però della
novità; e la novità è legata al codice particolare, in questo caso al fatto
di non potere usare la propria voce, i propri gesti, e di dover tradurre tutto
questo nella linearità della scrittura. Il modo in cui questa linearità viene
spezzata, riadattata e così via, è la novità di Internet.
Domanda 5
Un'altro argomento interessante legato alla forma visiva del testo è quello
della sua memorizzazione. Lei ricorda, nel suo libro, che già Aristotele parlava
della necessità che la lunghezza di un testo fosse proporzionale alla sua
memorabilità. I nuovi media, i CD ROM, gli ipertesti, considerata l'enorme
quantità di informazione che contengono, rompono questa regola?
Risposta
Se noi immaginiamo un uomo che percepisce tutta la quantità di informazione
presente nel suo ambiente, allora quest'uomo non può ricordare nulla. Ma quest'uomo
non esiste, nessuno di noi riceve tutte le informazioni che gli sono intorno.
Nessuno di noi sta attento, contemporaneamente, a tutte le informazioni 24
ore su 24. Ognuno di noi fa una scelta e questa scelta, nella percezione,
si traduce o si dovrebbe tradurre anche in una scelta di memoria. La memoria
della nostra vita è tutta memorabile nel senso che noi sappiamo o dovremmo
sapere che cosa è importante, che cosa ricordiamo. E forse, non necessariamente
riguarda la comunicazione quello che dobbiamo ricordare, ma riguarda le persone
che amiamo, le persone che detestiamo, gli atti che abbiamo compiuto e che
vogliamo modificare. Questo è ciò che rende memorabile, non solo quello che
riceviamo, ma anche la nostra vita.
Domanda 6
Attraverso la realtà virtuale tridimensionale, quali arricchimenti si possono
prevedere di realizzare nella forma visiva di un testo?
Risposta
La realtà virtuale non è esattamente un luogo per il testo. Il testo è una
duplicazione dell'esperienza, è una simulazione dell'esperienza, sempre. La
realtà virtuale è un'esperienza, anche se guidata da un meccanismo comunicativo.
Quando sono all'interno di un sistema di realtà virtuale compio dei gesti
che non significano soltanto dei gesti ma lo sono anche. Io tocco degli oggetti,
li sposto anche se questi oggetti sono particolari. Non credo che la realtà
virtuale sia il luogo della poesia, se mai è il luogo di una nuova percezione
del visivo, di una nuova percezione del mondo inteso come via di mezzo tra
l'immaginario e la realtà.
Domanda 7
La combinazione dell'universo visivo e di quello sonoro, resa sempre più semplice
e diffusa grazie ai nuovi mezzi di comunicazione, potrà rivoluzionare le forme
espressive tradizionali del testo scritto, accompagnarlo rivoluzionandone
il modo di veicolare un messaggio?
Risposta
Questo è già avvenuto a partire dalla fine dell'Ottocento, quando ai testi
scritti si è cominciato ad accompagnare il visivo. Poi, con il cinema muto,
si è accompagnato il visivo in movimento. Poi con il cinema sonoro, si è cominciato
ad accompagnare anche la parola detta alla parola scritta e all'immagine in
movimento. E' un processo per cui, da un lato, la parola si perde e si integra
nel resto dei codici, e dall'altro, però, a volte rivendica una sua forte
autonomia. I poeti non smettono di esistere, i poeti tradizionali che scrivono
le poesie a mano, non smettono di esistere perché la parola può essere integrata
dall'audiovisivo. Anzi, semmai il loro ruolo è ancora più forte, perché testimoniano
uno stadio puro del linguaggio, uno stadio puro del codice verbale.
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