Il respiro della vita
L'aria che respiri scende nella gola, si fa spazio nei polmoni e poi scorre
nelle vene. L'energia vitale, in piccole particelle senza colore, ha un corso
naturale nel tuo corpo. Ritma il colloquio silenzioso fra le cellule, scandisce
il tempo della nascita, della crescita e della morte. Con il respiro, la vita
conosce il suo inizio e cammina verso la sua fine. Il pensiero indiano ha chiamato
il respiro prana, che in sanscrito significa anche vita, vento, energia
e forza. Nella pratica Yoga, l'unione di prana e ayama (lunghezza,
espansione, controllo) è il pranayama, il lungo respiro che genera
la lunga vita. Il pranayama accompagna l'energia che accende la vita
lungo il suo percorso per le vie del corpo. Questo esercizio di consapevolezza,
con gli occhi chiusi e lo sguardo rivolto all'ascolto delle parole del corpo,
è un'esperienza di rilassamento. L'aria fresca entra nelle narici, scende
nei polmoni, gonfia l'addome e poi, più calda e più lenta, risale
fino alle narici. Quando impari ad ascoltare questo percorso, apri un canale
di comunicazione profondo con i movimenti di vita essenziali del tuo corpo.
Puoi sapere, ascoltando il ritmo del tuo respiro, qual è lo stato di
salute delle tue emozioni. L'ansia e la paura accorciano il respiro, stringono
la gola e accelerano il battito del cuore. La gioia e la serenità allungano
il respiro, lasciano entrare quanta più aria possibile che, lenta, raggiunge
la pancia e risale con comodo fino alla porta d'uscita. Le emozioni provocano
un cambiamento nei percorsi e nelle modalità del respiro. La consapevolezza
e il controllo dei movimenti respiratori mette in opera un nuovo linguaggio
che parla con i tuoi stati emotivi. Quando rallenti il cammino del respiro,
con gli occhi chiusi, puoi tracciare ogni passo del percorso e generare uno
stato di pace e libertà dal pensiero.
Il tuo modo di respirare dice agli altri come stai. Il tono, il volume della
voce, la velocità dei suoni che escono dalla bocca sono in stretta relazione
con il movimento respiratorio. La mente inconscia colleziona tutte queste informazioni,
per farne una gestalt, una forma che descrive il colore emozionale delle
parole. Non c'è un'elaborazione consapevole di questi dati, tuttavia
il cervello li assimila con precisione millimetrica. Le parole, prese in sezione
e deprivate del respiro, sono come foglie morte. Il respiro, con tono, volume,
timbro e velocità della voce, è l'energia che illumina e scalda
il significato delle parole. Lo sanno più di altri gli attori e chi,
per passione o per mestiere, fa della voce un cesello che scolpisce significati.
Respirare racconta qualcosa di te. Il tuo modo di percepire e ricordare il
mondo, si legge anche attraverso il tuo respiro. Un tono di voce acuto, con
una respirazione polmonare alta e veloce, segnala un accesso al canale sensoriale
visivo. Un tono di voce moderato, con una respirazione lenta e di pancia (addominale),
indica un accesso al canale cenestesico (emozioni, olfatto, gusto, tatto). La
presenza costante di questi indicatori, ti offre preziose informazioni a proposito
del modo in cui una persona fa esperienza della vita. Chi respira con calma
e ha un tono di voce moderato, ad esempio, farà fatica a tenere dietro
alla parlata spedita di chi ha una respirazione alta e veloce. I pensieri di
chi respira con la pancia si muovono più lentamente e hanno bisogno di
qualche secondo in più per essere formulati con precisione di dettaglio.
La percezione visiva, al contrario, accelera i tempi del pensiero, che si compone
più rapidamente in forme ed immagini.
Ascoltare il respiro dell'altro è il primo movimento della comprensione.
Le differenze hanno linee di confine meno marcate, quando segui il movimento
del respiro. Una buona relazione comunicativa è fatta dello stesso respiro,
dello stesso tono di voce e di parole che camminano prendendosi per mano.
di Linda Scotti
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