Fa' la cosa giusta
C'era una volta un film di Spike Lee, che aveva per titolo "Fa' la cosa
giusta". In inglese, suonava come un ammonimento patinato di morale, "Do
the right thing". Il film raccontava di diversità del colore della
pelle, di culture che si vogliono uniche ed inimitabili, di incomprensioni che
corrono dritto in faccia alla violenza. Questa era la storia: in un ghetto di
New York, coabitano afroamericani, portoricani, italiani e cinesi. Non si capiscono,
parlano con parole reciprocamente incomprensibili e ognuno professa la sua religione.
C'è chi crede nella Madonna e in Frank Sinatra, chi in Malcolm X e nel
rap. C'è chi vuole risolvere il disagio ribellandosi all'ingiustizia
sociale e c'è chi preferisce la strada della rivendicazione non violenta.
Vicini di casa e di strada, respirano la stessa aria e le stesse delusioni.
Lavorano insieme ed imparano qualche volta a piacersi e ad amarsi. L'amicizia
e l'amore li uniscono, prima che la rabbia esploda feroce e lasci a terra corpi
malconci e macerie fumanti. Spike Lee strappa il velo della morale e ci mostra
quanto sia difficile fare la cosa giusta. Il credo pacifista di Martin Luther
King parla nei personaggi, insieme ai propositi di lotta rivoluzionaria di Malcolm
X. Spike Lee non prende le parti dell'uno o dell'altro, ma lascia vivere le
idee nei suoi personaggi, che scelgono la loro strada. Sono le storie di vita,
il cuore, le ferite, gli amori che scelgono per loro.
"Fa' la cosa giusta" mi ha accompagnato per anni, e ha dato sale
ad esperienze accadute molto tempo dopo.
Davanti alle scelte importanti della vita, tutti vogliono sapere qual è
la strada giusta. Sfondare la porta e correre incontro ad una nuova vita, oppure
lasciarsi cullare dalla quotidianità, scavando piccoli cunicoli che diventeranno
forse vie di fuga. Il fascino e il tremore della scelta germogliano nella consapevolezza
che non c'è una possibilità assolutamente giusta. O forse c'è
solo nell'etica, lassù dove i valori più alti e luminosi indicano
con chiarezza un cammino da seguire.
Quel che si scopre con l'esperienza di vita, è che non c'è la
cosa giusta. La mente razionale, ad esempio, può indicare una strada
giusta che poi si mostra del tutto fallimentare. Nelle relazioni interpersonali,
se la valutazione è lasciata nelle insipienti mani della sola ragione,
accadono disastri di enormi proporzioni. Si scelgono amici inaffidabili e pessimi
compagni di vita.
A cosa o a chi affidarsi per scegliere a chi dare fiducia e a chi togliere
qualsiasi credito? C'è chi lo chiama inconscio, c'è chi lo chiama
istinto o intuito. L'inconscio, chiamato dagli psicoterapeuti anche "mente
incoscia", è l'intelligenza silenziosa e nascosta, che lavora per
noi quando dormiamo, quando sogniamo, quando camminiamo o quando andiamo un
bicicletta. Siamo presenti e stiamo facendo qualcosa, come correre o guidare
un'auto, ma non pensiamo ad ogni singolo movimento che ci fa fare quello che
stiamo facendo. La mente inconscia ha già imparato come si fa ad allacciarsi
le scarpe e come si fa a distinguere una persona affidabile da una che ha brutte
sorprese in serbo per noi. Le informazioni di cui abbiamo bisogno sono registrate
e conservate nella mente incoscia.
Milton Erickson, grande psicoterapeuta del '900, vedeva l'inconscio come un
pozzo pieno di risorse. Erickson "associa immagini, sensazioni, idee e
simboli secondo rapporti di analogia e somiglianza che hanno fra loro, operando
in un presente permanente. Queste catene di associazioni si spezzano e si intersecano,
si allacciano e si sciolgono in una complessità che sfida qualsiasi analisi
razionale." (Dominique Megglé, Psicoterapie brevi, Red Edizioni,
1998 Como, p. 122)
Secondo uno studio di ricerca di Richard Wiseman, psicologo inglese, le persone
che hanno fortuna nella vita ascoltano sempre i suggerimenti dell'intuito. E,
senza sapere come accada, si trovano ad aver soddisfatti desideri e speranze.
Lasciar fare all'inconscio significa sciogliere il ghiaccio cosciente e raziocinante
che blocca l'accesso alla creatività. Metafore, sogni e libere divagazioni
della mente sono solo alcuni dei possibili percorsi per incontrare l'inconscio.
E l'inconscio, forse, sa qual è la cosa giusta.
di Linda Scotti
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