Corpi
Il corpo parla e lo fa in modo molto più eloquente delle parole che
usiamo per descrivere i nostri pensieri. Anzi, quando vorremmo nasconderci
dietro un fitto manto di discorsi, i nostri gesti, il tono della voce, i movimenti
oculari mettono a nudo pensieri ed emozioni senza chiederne il permesso.
Il linguaggio del corpo, conosciuto e studiato sotto l'etichetta di "comunicazione
non verbale", ha un peso decisivo in tutti gli scambi comunicativi. Si
stima che il corpo sia determinante in almeno il 70% (fino al 90%) del
messaggio trasmesso. Le parole, dunque, rappresentano solo una piccolissima
fetta della comunicazione che si alimenta, in gran parte, di cose non dette, di respirazione,
di tatto, di toni di voce e gestualità.
Le forme espressive del corpo vivono di vita propria e si attivano, quasi sempre,
al fuori del controllo cosciente. Quando proviamo un'emozione all'incontro con
una persona, il corpo manifesta quello che sente con la scelta di una postura,
di una distanza, di un colore della pelle. I segnali partono dal nostro corpo
e sono interpretati dal cervello di chi li riceve in modo del tutto inconscio.
Questo processo circolare costruisce la cornice
di senso che accoglie la conversazione fatta di parole. Capire i meccanismi
che regolano la comunicazione non verbale significa, dunque, entrare nel cuore
del comunicare, aprire la strada a quel mondo sconosciuto di messaggi che sono
al di là della nostra sfera di conoscenze consapevoli.
Un primo passo da fare, per usare bene il linguaggio del corpo, è capire
cosa vogliono dire le persone che parlano con noi. La programmazione neuro-linguistica,
su questo tema, ha sviluppato il concetto di mirroring (rispecchiamento).
Il mirroring consiste nel rispecchiare, ovvero nel ripetere e far proprio
il linguaggio non verbale (e verbale) dell'interlocutore. Quando sentiamo di
essere in perfetta sintonia con l'altro, allora significa che si è attivato
un rispecchiamento e, con esso, la sensazione e la convinzione di essere simili
crescono in modo esponenziale. Talvolta, accade di sentire una naturale ed istintiva
affinità con una persona, perchè ci si percepisce come "simili",
"affini", "sulla stessa lunghezza d'onda": ecco che è
all'opera il rispecchiamento! La sensazione di essere simili, spesso, significa
solo che si comunica in modo efficace, ma non è detto ci sia, di fondo,
un'affinità di idee o di sentimenti condivisi. Per contro, sarebbe impossibile
un'autentica condivisione di pensieri e di emozioni senza passare per il rispecchiamento.
Gli uomini, come tutti gli animali, prima di mettersi in gioco hanno bisogno
di "annusarsi" e di riconoscere nell'altro l'appartenenza alla stessa tribù.
di Linda Scotti
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